Il campione del mondo 1992 ha scelto la Williams FW11B come sua preferita e ha spiegato perché la Lotus 81B e la 92 danneggiavano la fiducia dei piloti.
La FW11B offriva potenza con pericolo
Mansell scelse la Williams FW11B come l'auto che amava di più. In configurazione da qualifica, ricordava una potenza di circa 1.500 cavalli. La cifra descrive un'era in cui i motori turbo producevano enormi prestazioni sul giro secco e i driver dovevano gestire una vettura che poteva sopraffare il grip disponibile.
Descrisse anche la FW11B come una macchina che sembrava voler buttare il driver fuori dalla pista. Quella paura faceva parte del fascino. Un giro pulito forniva una prova immediata che il driver aveva controllato qualcosa di eccezionalmente impegnativo.
Un serbatoio più piccolo cambiò il pacchetto Williams
Nel 1987 il limite di carburante scese da 220 litri a 195. Williams poté usare un serbatoio più piccolo e una carrozzeria più bassa continuando con il motore turbo RA167E di Honda. Le modifiche alle sospensioni supportarono la vettura rivista, ma l'idea di base rimase legata alla precedente FW11.
Il motore lavorava entro il limite regolamentare di quattro bar di sovralimentazione e produceva una potenza straordinaria in qualifica. Quelle prestazioni non rendevano la vettura facile. Il driver doveva comunque dosare con attenzione l'acceleratore e prepararsi a un rapido aumento della spinta.
| Vettura | Il punto di vista di Mansell | Caratteristica chiave |
|---|---|---|
| Williams FW11B | Amata | Potenza turbo estrema |
| Lotus 92 | Odiata | Sospensioni attive inaffidabili |
| Lotus 81B | Odiata | Il passo lungo resisteva alla svolta |
La Lotus 92 creò il tipo sbagliato di sorpresa
Mansell non amava la Lotus 92, soprattutto durante i primi lavori con le sospensioni attive. Ricordava che il sistema causava incidenti anche quando la vettura viaggiava in linea retta. Un driver non può costruire velocità quando la piattaforma cambia in modo imprevedibile.
La 92 fu una soluzione temporanea nel 1983. Renault inizialmente non poteva fornire abbastanza motori turbo, quindi Lotus aveva bisogno di un'altra vettura attorno al Cosworth DFV. Il sistema attivo fu abbandonato dopo due gare a causa di problemi di peso e affidabilità.
La lunga Lotus 81B si rifiutava di ruotare
L'altra vettura nella lista negativa di Mansell era la Lotus 81B del 1980. Aveva un passo più lungo di sette pollici rispetto alla versione normale. La modifica mirava ad aiutare il concetto effetto suolo, ma Mansell trovò che la vettura non girava abbastanza rapidamente.

Un avantreno restio rende difficile ogni curva. Il driver aspetta più a lungo la rotazione, usa più sterzo e può perdere la traiettoria prima di applicare potenza. L'esperimento non fu solo più lento; ridusse la fiducia nella risposta di base della vettura.
Amore e paura possono coesistere nella stessa monoposto
Le scelte di Mansell dimostrano che la difficoltà da sola non rende una vettura cattiva. La FW11B era pericolosa ed esigente, eppure la sua risposta aveva senso quando la guidava bene. Le Lotus erano difficili perché il loro comportamento impediva un rapporto coerente tra input e risultato.
Questa differenza è centrale per la fiducia del driver. Una vettura feroce può essere gratificante quando i suoi limiti sono leggibili. Una vettura imprevedibile rimane spiacevole anche a velocità inferiore perché il driver non può fidarsi della reazione successiva.
I ricordi spiegano più di una tabella di risultati
Mansell in seguito vinse il campionato del mondo con la Williams FW14B, ma scelse comunque la FW11B come la vettura che amava. Il legame personale non segue sempre la stagione di maggior successo. Suono, potenza e la sfida di un giro pulito possono lasciare un ricordo più forte.
Le sue scelte negative derivano anche dai primi anni in Lotus piuttosto che da un semplice risultato in gara. Il racconto è coerente: una Williams offriva prestazioni estreme che potevano essere comprese, mentre due progetti Lotus eliminarono la fiducia necessaria per attaccare.
Le scelte derivano dai ricordi personali di Mansell, con il contesto tecnico fornito dalla Formula 1. Descrivono come le vetture apparivano a lui; non sono una classifica basata solo su vittorie, pole position o punti iridati.
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